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    CRONACA VISIVA
   Walter Alberti, Milán, 1972
   (presentación de la carpeta homónima, publicada por Multirevol)

Jorge Sánchez Valverde è ossessionato dalla prepotenza delle immagini; esse intraprendono una vita autonoma e colui che ne è vittima può compiere una serie di scelte organizzative per dare un suo ordine a queste disperse creature che mimano la realtà. Ma, nell’ordinare la materia visiva secondo tavole sinottiche, l’autore sente una cadenza, una ritmia capaci di preordinare le sue scelte.

   D’altro canto utilizzare il volto “innocente” di una bambina o una cadenza di balletto comporta una numerosa serie di scelte. Ciò che Valverde chiama la “Sua ossessione da immagini” non è che il desiderio di fermare una sequenza filmica in un contesto più mediato e razionale. Inoltre, se questa civiltà di simboli e di messaggi allusivi ha ormai passato il muro del mistero, è possibile far scaturire nuove tematiche da una forma di “assemblage” che ha sue regole e sintassi.


Tutta la nuova figurazione attinge alla vastissima segnalazione del mondo visivo, purchè la visione si carichi di una sua permeabilità e traduca in maniera instintiva la percezione del “demiurgo”: costui non è che un apparato elettronico munito di monitor che sa tradurre gli impulsi psicologici in rappresentazioni grafiche. I miliardi di impulsi non sono che le immagini captate da occhi fotografici indiscreti; la cadenza e la serietà delle immagini sono una scelta del individuo. Egli non fa che restituire una nuova dimensione immaginaria che si rivolge alla nostra cultura visiva unico filo conduttore di un rapporto autore-testo-fruitore.

   Estremamente relattivo ad una civiltà e ad un contesto politico in cui la parola non ha perso la sua reale attinenza con il senso compiuto delle cose, lo spagnolo Valverde recupera con la rifusione delle immagini un linguaggio più libero e tuttavia decifrabile: quel testo musicale contrappunta l’ossequio floreale, nel suo divenire, ottenuto con una dinamica di blow up; è introdotto da un braccio ortopedico comentato da un medagliere ed è anche un coerente esempio di una modalità seriale assai espressiva. In sostanza una immagine è omologa o opposta all’altra e, per dirla in breve l’organizzazione delle immagini procede da una intuizione che spiana la via alla lettura: le regole di questa lettura sono semplici. Enucleano particelle di mondo che improvvisamente emergono come punti fermi di un sogno represso.

 

 

 

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